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Agenda digitale: misure per dotare l’Europa della banda larga veloce e ultraveloce

La Commissione europea ha adottato tre misure complementari per favorire l’introduzione e l’adozione della banda larga veloce e ultraveloce nell’UE. Il pacchetto comprende una raccomandazione della Commissione sull’accesso regolato alle reti di accesso di nuova generazione (NGA), che offre una base giuridica agli operatori delle telecomunicazioni, garantendo l’equilibrio tra l’esigenza di incoraggiare gli investimenti e la necessità di salvaguardare la concorrenza, una proposta di decisione volta a istituire un programma strategico in materia di spettro radio, che, tra i vari obiettivi, assicura la disponibilità dello spettro per la banda larga senza fili, e una comunicazione sulla banda larga in cui è illustrato in che modo incentivare al meglio gli investimenti pubblici e privati nelle reti veloci e ultraveloci. Si tratta di misure concepite per aiutare l’UE a tener fede agli impegni assunti nell’ambito dell’Agenda digitale europea, ossia permettere ad ogni cittadino europeo di accedere ai servizi di base a banda larga entro il 2013 e alla banda larga veloce e ultraveloce entro il 2020 (cfr. IP/10/581, MEMO/10/199 e MEMO/10/200). Come delineato nella strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva (cfr. IP/10/225), installare infrastrutture di banda larga in Europa è fondamentale per creare occupazione e prosperità.Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea per l’Agenda digitale, ha dichiarato in proposito: “La velocità della banda larga è ossigeno per le comunicazioni digitali, essenziale per la prosperità e il benessere dell’Europa. Queste misure contribuiranno a far sì che i cittadini europei fruiscano di internet in maniera ottimale, all’altezza delle loro aspettative, per poter accedere ai servizi e ai contenuti internet desiderati.”Il pacchetto adottato consta di:

  • una raccomandazione della Commissione sull’accesso regolato alle reti di accesso di nuova generazione (NGA), che, oltre a delineare un approccio normativo comune per l’accesso alle nuove reti veloci a fibra ottica, impone ai regolatori nazionali delle telecomunicazioni di garantire un equilibrio adeguato tra la necessità di incoraggiare gli investimenti e quella di tutelare la concorrenza. Ciò si tradurrà per tutti gli operatori del mercato in una maggiore chiarezza a livello normativo, necessaria a stimolare gli investimenti nella banda larga veloce e ultraveloce. La direttiva quadro sulle telecomunicazioni (2002/21/CE) obbliga gli Stati membri a garantire che le autorità nazionali di regolamentazione tengano nel “massimo conto” la raccomandazione della Commissione, giustificando le eventuali deroghe (cfr. MEMO/10/424);
  • una proposta di decisione della Commissione, affinché il Parlamento europeo e il Consiglio elaborino un programma strategico quinquennale volto a promuovere una gestione efficiente dello spettro radio, garantendo in particolare che entro il 2013 sia reso disponibile uno spettro sufficiente per le comunicazioni a banda larga senza fili, la qual cosa contribuirà notevolmente a portare connessioni a banda larga veloce agli abitanti delle zone periferiche e a offrire servizi innovativi in tutta Europa. L’uso efficiente e competitivo dello spettro nell’UE fungerà altresì da sostegno all’innovazione in altre aree e settori strategici, quali i trasporti e l’ambiente (cfr. MEMO/10/425);
  • una comunicazione sulla banda larga che fissa un quadro coerente per centrare gli obiettivi di banda larga dell’Agenda digitale e, in particolare, illustra in che modo incoraggiare al meglio gli investimenti pubblici e privati nelle reti a banda larga veloci e ultraveloci. Invita gli Stati membri a introdurre piani operativi di banda larga per le reti veloci e ultraveloci attraverso misure concrete di attuazione, dà orientamenti su come tagliare i costi di investimento e indica in che modo le autorità pubbliche possono finanziare gli investimenti in banda larga, ricorrendo anche a un uso più mirato dei fondi UE. Annuncia inoltre che la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti intendono proporre strumenti di finanziamento per la banda larga (cfr. MEMO/10/427).

Attualmente l’Europa geografica detiene i livelli medi più alti in termini di utilizzo della banda larga, pari al 24,8% su scala mondiale, ma le sue reti devono essere ulteriormente sviluppate e ammodernate. Ad esempio, oggi solo l’1% degli europei si connette a internet direttamente da casa propria mediante tecnologia a fibra ottica ad alta velocità, rispetto al 12% dei giapponesi e il 15% dei sudcoreani. Le misure della Commissione mirano a stimolare ancor più gli investimenti pubblici e privati nelle reti a banda larga veloci e ultraveloci, che, a loro volta, alimenteranno la domanda di servizi forniti tramite le reti a banda larga, innescando così un circolo virtuoso di crescita economica nell’UE.L’Agenda digitale fissa obiettivi ambiziosi per la banda larga, garantendo che tutti i cittadini europei saranno dotati, entro il 2013, di una copertura a banda larga di base e, entro il 2020, di una copertura veloce a 30 megabits al secondo, e prevedendo che almeno metà delle famiglie europee fruiscano dell’accesso a 100 megabits al secondo.

Contesto

L’accesso alla banda larga veloce e ultraveloce potrebbe esercitare un effetto rivoluzionario nella vita quotidiana, analogo a quello generato dalla ferrovia oltre un secolo fa. Le connessioni ad alta velocità agevolano il lavoro da casa e durante gli spostamenti. Consentono di istituire nuovi servizi interattivi in linea in diversi settori, tra i quali l’educazione e la salute (ad esempio, la telediagnostica). Concorrono ad abbassare i costi delle PMI, rendendole più concorrenziali mediante l’accesso a servizi “cloud”, come pure aprendo la via a una nuova era di servizi video digitali, controllati dagli utilizzatori e ad alta definizione.
Per ulteriori informazioni, cfr. MEMO/10/426.
http://ec.europa.eu/information_society/newsroom/cf/itemdetail.cfm?item_id=6070

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