AS.TRO Assotrattenimento 2007

Il vero incremento alla sicurezza del gioco lecito passa attraverso la bonifica del comparto

Sul tema della sicurezza applicato alle new slot, se nono sentite di tutti i colori e un non – tecnico come me si è spesso sentito a disagio nel leggere o ascoltare, nel giro di pochi secondi, una idea per risolvere un problema di legalità e sicurezza e il rispettivo rimedio per aggirare la medesima soluzione.
Per un giurista non esiste l’industria grigia, ma solo quella virtuosa o quella illegale, e non accordo alcun pregio a chi rimprovera a tale impostazione la mancanza di flessibilità rispetto “alla tradizione del settore”, ovvero ad una realtà che “nel grigio” ha spesso trovato momenti di impensabile equilibrio.
In AS.TRO sono tutti orgogliosi di aver contribuito alla sgretolazione di tanti macigni della c.d. tradizione di settore, in virtù della quale chi vende, produce, acquista, gestisce prodotti di gioco non lo fa “obbligatoriamente” con le stesse regole vigenti per l’economia “normale”.
In ordine al dibattito che anche attualmente sta interessando il settore, circa il fatto che  l’innovazione x piuttosto che y, finalizzata al cambio-macchine, possa passare per “un incremento delle sicurezza delle new slot”, l’Associazione non può distaccarsi da ciò che il Direttivo dei consiglieri ha decretato come linea politica e operativa vincolante per i dirigenti e per lo staff di consulenti, ovvero
a) che la fisiologica ricerca di innovazioni tecniche per, l’aumento della sicurezza del prodotto awp, non può che essere collegata a dispositivi “esterni” al circuito produttivo – distributivo, direttamente assemblati e gestiti dall’Autorità di Controllo, in regime di autonomia “sistemica” di progettazione e realizzazione, in quanto nessuno può
b) che ogni tentativo di affidare la sicurezza ai soli “processi” industriali  è storicamente fallito, a causa di un contesto imprenditoriale di comparto inidoneo a farsi carico della lotta alla illegalità.
c) che il dispositivo smart card, dopo iniziali difficoltà, costituisce oggi, una impostazione tecnico-amministrativa imprescindibile per tutte le future concezioni in termini di sicurezza.
Ai problemi di sicurezza del congegno awp AS.TRO contrappone la grande risorsa (ancora solo parzialmente sfruttata dal sistema) della cultura industriale, e su tale versante chiede condivisione politica alle altre rappresentanza di categoria e alle Istituzioni. 
– È la cultura industriale che rende inconcepibile il ricorso al KIT, il cui ricarico per il produttore è di poche decine di euro, in luogo della costruzione e vendita di un congegno (il vero prodotto del comparto produzione), e il solo modo per imporre tale cultura anche ai contesti ad essa refrattari è l’affermazione della certificazione obbligatoria delle qualità di funzionamento del prodotto, con consequenziale accettazione della selezione qualitativa dei soli addetti che sul mercato potranno proporsi con tale innovativa veste.
 E’ la cultura industriale che rende incompatibile, nella stessa azienda di gestione, il congegno illecito e quello lecito, e non per ragioni etiche, ma per processi interni aziendali, che ovviamente non possono essere allestiti per contemporanei e antagonisti obiettivi.
Questa è la linea di AS.TRO, sicuramente condivisa da qualche altra associazione e da qualche gruppo imprenditoriale, come sicuramente avversata da altri. Questa linea comporta il rifiuto di ogni accorgimento (bello o brutto che sia sotto il profilo della tecnica e della progettazione), che si distacchi concettualmente dal principio della smart card, ovvero del dispositivo che l’industria privata riceve dall’Amministrazione senza possibilità di conoscerne la fattezza intrinseca.
La sicurezza del prodotto AWP-SMART CARD è attestata dalla perdurante inviolabilità del dispositivo che AAMS ha realizzato in collaborazione con SOGEI, che attualmente costringe il “comparto dell’illegalità” a dotarsi di un “congegno diverso” da quello lecito, smascherabile dalle risorse di intelligence attualmente disponibili.
Ciò non significa che non si debbano ricercare altri dispositivi, ma semplicemente si esclude che la sicurezza di un prodotto destinato ad un servizio pubblico possa essere assegnato a ruoli imprenditoriali sforniti di rilevanza pubblicistica, almeno sino a quando il “contesto” industriale non darà prova di aver concretamente isolato ogni forma di equivocità.

 

Print This Post

partner commerciali

roll 3/3

banner 1/2

banner 1/3

segui astro

Segui Astro su: Twitter
Segui Astro su: Facebook
RSS

Gioco resonsabile

  • Gioca per divertimento e non pensa al gioco come ad un modo per far soldi
  • Investe nel gioco solo somme di denaro che può permettersi di perdere e non gioca il denaro necessario al vivere quotidiano
  • Decide quanto tempo dedicare al gioco e non eccede
  • Decide quanti soldi investire nel divertimento e rispetta la decisione presa
  • Non rincorre le perdite accetta l’esito come costo dell’intrattenimento
  • Non chiede soldi a credito per giocare
  • Si assicura di conoscere le regole del gioco e le percentuali di vantaggio del banco
  • Bilancia il tempo che dedica al gioco con altre attività di svago
  • Non gioca per sfuggire alla solitudine o alla depressione gioca solo per la voglia di giocare
  • Non gioca se la sua lucidità è alterata dall’alcool o dalle droghe
  • chi lo ha adottato

    Chi lo ha adottato
    GMG GAMES SRL
    NOVARMATIC GROUP SRL
    MAREMMA GAMING SRL
    FIRENZE GAMING SRL
    UNIVERSO GAMING SRL
    ALBIERI SRL
    VNE SRL
    SARDAGIOCHI SRL
    NUOVA VIDEOGIOCHI SRL
    DELL’ANNA SRL
    BONORA ATHOS SRL
    FAVOLA SRL
    RICREATIVO B
    ROYAL 777 SRL
    NOVAGAMES SAS
    DONDOLINO ROYAL SRL
    LUCKY SHOT GAME
    ELETTROGIOCHI GARUTI SRL
    PIANETA GIOCHI SRL
    OK GAMES SRL
    LOTTO SERVICE SRL
    MAZZETTOGIOCHI
    LASERVIDEO POINT di LIGURGO COSIMO

    confindustria-sit

    Sistema Gioco ItaliaDall’adesione delle associazioni del gioco e dell’intrattenimento a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici nasce Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera che riunisce e rappresenta 5.800 imprese del settore dei giochi.