AS.TRO Assotrattenimento 2007

La Provincia di Bolzano allontana il gioco (lecito): ghettizzazione completata dopo l’ultima delibera

Campi sportivi, impianti sportivi e per il tempo libero, palazzetti dello sport, biblioteche, stazioni ferroviarie e di autobus, fermate ferroviarie e di autobus nonché luoghi di culto, sono i nuovi siti sensibili dai quali il gioco (ma solo quello lecito), dovrà restare ad almeno 300 metri di distanza. Questa nuova elencazione, varata dalla Giunta Provinciale, va a sommarsi ai precedenti luoghi sensibili, già individuati dalla legge provinciale vigente, la quale annoverava, sino a ieri, istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale. A ciò si aggiunge, la previsione di generale “ghettizzazione” del gioco lecito dalla vita sociale e quotidiana della cittadinanza, grazie al divieto, operante a prescindere dal contesto metrico della distanza sopra citata, in virtù del quale non si potranno aprire sale giochi nei centri storici e lungo le strade “molto frequentate dai pedoni”. In un contesto territoriale dove sport, trasporti, aree verdi per il tempo libero e ampie pedonalizzazioni, sono state storicamente concepite come fisiologico bisogno di una cittadinanza “di confine”, e a tal scopo finanziate dai generosissimi trasferimenti Statali all’Ente più autonomo del Paese, non c’è più quindi spazio per il gioco lecito.

TAR e Corte Costituzionale decideranno la continenza di queste nuove previsioni rispetto all’Ordinamento Giuridico, ma allo stato attuale si impone una riflessione politica. Se è vero che in Alto Adige si registra una propensione al gioco significativa, ciò rivela una “domanda” di servizio, che, sino ad oggi, il gioco lecito soddisfaceva. Ora, con la messa al bando delle slot e delle vlt, chi subentrerà in un mercato così abilmente “liberato” dall’ingombrante presenza della rete telematica dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato?. Totem e videpoker non sono ancora stati avvistati in massa, ma alcuni operatori di zona sono certi che entro sei mesi la dotazione di computer (dai più semplici a più variopinti) farà una comparsa significava nel territorio, con buona pace di chi ha pensato di investire nei divieti (e quindi non spendendo un euro), piuttosto che nella cultura del gioco responsabile (costosa, forse, ma alla quale il settore avrebbe significativamente partecipato se solo fosse stato coinvolto in un percorso di politica territoriale).

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