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Portabilità dei titoli e criteri di remunerazione della filiera, temi caldi della circolare Aams su nuove concessioni

[1](A cura di Avv. Michele Franzoso, Centro Studi AS.TRO)

In attesa di più analitici commenti relativi alla recente circolare AAMS, a cui si attribuisce il ruolo di atto esplicativo di alcuni importanti oneri posti a carico dei concessionari, per l’osservanza delle prescrizioni sorte dalla nuova concessione e dalla nuova convenzione, due argomenti necessitano di una immediata informativa ai gestori.

Innanzitutto la c.d. “portabilità” dei nulla osta di messa in esercizio, ovvero la “prescrizione” impartita ai concessionari di osservare il principio della “continuità della raccolta” come criterio principale per lavorare le richieste di spostamento di titolarità dei N.O.E. da un operatore all’altro.

La “rilevanza del principio”, probabilmente, meritava allocazione più “forte” rispetto ad una circolare, al cui interno, ovviamente, non si può inserire la “reazione istituzionale” al cospetto dell’eventuale condotta di violazione di tale principio.

In linea di massima, quindi, si può solo affermare che l’Amministrazione ha reputato di “invitare” i concessionari a non “ostacolare” le richieste di passaggio, introducendo per la prima volta una attenuazione alla discrezionalità assoluta che prima regnava su tali pratiche, laddove nessun rilievo poteva essere mosso al concessionario che riteneva di non condividere la richiesta di trasloco dei “suoi” nulla osta di messa in esercizio ad un “competitor”.

[2]Oggi, invece, la circolare attribuisce alla Direzione Generale dell’Amministrazione il ruolo di soggetto a cui “segnalare” la presenza di una richiesta “inevasa” di spostamento di NOE (e non solo di traslochi massivi di porzioni rilevanti o totali di parchi macchine) che ha comportato la messa in magazzino (in stato di blocco) di apparecchi, con conseguente interruzione della raccolta di gioco. Gli effetti che sortirà tale modello di segnalazione potranno essere censiti solo in futuro, tramite il resoconto che i gestori forniranno ad AS.TRO su tali fenomeni.

Il secondo profilo sensibile attiene al c.d. “divieto di spartizione incassi sul netto di cassetto”.

Sul questo fronte, la problematicità dello strumento della circolare è più evidente.

In disparte restando le valutazioni di merito, ovvero la compatibilità “in assoluto” di una determinazione autoritativa su un profilo prima categoricamente relegato al contesto esclusivamente privatistico, le complicazioni esistono.

Per coloro che, nei prossimi 90 giorni, dovessero ri-scrivere e ri-far-sottoscrivere tutta la contrattualistica, i problemi si limitano al profilo “fiscale”. Va da sé infatti che non sarà banale configurare una redditività di filiera impostata sul primo semestre con un sistema di riparto e nel secondo semestre con un altro. I commercialisti avranno molto da lavorare, al pari degli addetti alle comunicazioni alle agenzie delle Entrate.

Per coloro che – invece – hanno già impostato tutta la loro contrattualistica secondo la nuova convenzione, dichiarando la indifferenza del concessionario al riparto “a valle” del residuo netto di esercizio, si pone il problema di come “riacquistare” un ruolo attivo, imponendo a gestori e punti vendita di gestire i riparti sul coin – in rendicontato per competenza.

Il problema è giuridico, laddove la circolare non ha l’efficacia di automatica sostituzione di clausole contrattuali difformi al suo contenuto. Ciò imporrà una scelta: adeguarsi alla circolare e quindi esporsi alla “ri-negoziazione degli accordi pregressi”, oppure “aggirarla algebricamente” presentando i dati di fiera in termini di percentuali sul volume di raccolta (ecco che allora salteranno fuori percentuali quali il 5,17, piuttosto che il 6,63, ecc. ecc.).

La delicatezza dei descritti temi evidenzia come il loro naturale alveo di allocazione dovessere essere proprio la convenzione, ovvero atto la cui violazione comporta una facilità di reazione istituzionale molto più elevata, e di conseguenza una capacità di “uniformare” le condotte degli operatori molto più incisiva.