AS.TRO Assotrattenimento 2007

Comune di Ancona: il regolamento cancella il gioco e i posti di lavoro. As.Tro chiede un incontro urgente con l’amministrazione

Il Comune di Ancona ha approvato un regolamento che avvia le procedure per l’espulsione del 98 per cento del gioco lecito dalla città, secondo una PERIZIA GIURATA depositata da Astro alle Commissioni Consiliari Comunali e Regionali. Ciò comporterà – scrive l’associazione in una lettera inviata a tutti i consiglieri comunali – la “cancellazione” di tutte le aziende, esercizi, sale, nonché di tutto l’indotto economico-commerciale abbinato al funzionamento degli apparecchi da gioco. In termini occupazionali, alcune migliaia di posizioni lavorative solo nel territorio di Ancona. Un intervento urgente è dunque necessario per attenuare le criticità della normativa.

La Giunta comunale di Ancona ha approvato, senza ascoltare l’opinione degli operatori, se non in una sola audizione della IV Commissione, un piano per la prevenzione ed il contrasto del gioco patologico, che prevede – per i locali che installano slot – un distanziometro di 500 metri da luoghi sensibili (come scuole università, banche, uffici postali, chiese e compro oro) e tre fasce orarie per l’accensione delle macchine (10-12.30, 16.30-19 e 21-24) per un massimo di otto ore al giorno. L’emanazione di un provvedimento del genere – durante il processo di riduzione del 35% degli apparecchi previsto dal governo e pochi giorni prima dell’uscita di diversi decreti ministeriali che costringeranno a rivedere tutte le leggi emanate dagli enti territoriali che non saranno in linea con le norme statali in materia di gioco (ad esempio le fasce orarie di spegnimento) – non può essere definita “di buon senso”, a meno che non si voglia “generare un grande e dispendioso contenzioso che coinvolgerebbe centinaia di esercizi e migliaia di lavoratori”.

Nel merito del regolamento, “non vi è spiegazione di come i luoghi individuati assumano la rilevanza richiesta dalla Legge Regionale, in particolare in riferimento a caserme, chiese e luoghi di culto. Il regolamento ha evidentemente una forte volontà proibizionista verso un’offerta di gioco lecita e riconosciuta dallo Stato come strumento fondamentale per il contrasto all’illegalità”.

E anche l’individuazione di fasce orarie per un totale di solo 8 ore “non rende sostenibile alcun tipo di attività”, in particolare di quelle che si reggono esclusivamente sull’offerta di gioco. E se un bar potrebbe riuscire a fare a meno del gioco – perché in grado di reggersi sulla sua attività tipica – “le sale non avranno questa possibilità”. Le fasce orarie stabilite dal Comune di Ancona “costringono l’esercente a spegnere le macchine mentre le persone stanno giocando, esponendolo a conflitti di difficile risoluzione. C’è poi un problema tecnico, relativo alla lettura degli apparecchi (che devono essere accesi) da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oltre al rischio che la limitazione oraria – come dimostrano studi realizzati da università estere – porti all’aumento della compulsività del giocatore”.

Da tutto ciò deriva la richiesta di un’audizione della categoria formalmente inoltrata da AS.TRO, nell’auspicio che il dibattito sul gioco lecito possa finalmente instaurarsi su quei binari tecnici e di approfondimento nel merito dei singoli profili critici, che sino ad ora sono stati – purtroppo – surrogati dalla polemica e dalla contrapposizione ideologica, forse stimolanti per certi consessi, ma totalmente superficiali e privi di efficacia risolutoria.

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