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Legge di bilancio per il 2018: i crediti d’imposta per le imprese (2 parte)

L’analisi dei crediti d’imposta a favore delle imprese previsti dalla legge di bilancio 2018 (articolo 1, legge 205/2017) prosegue con l’esame delle seguenti agevolazioni:
– credito d’imposta per acquisti di plastiche provenienti da raccolta differenziata
– credito d’imposta nel settore della vendita di libri al dettaglio
– credito d’imposta per la riqualificazione di stabilimenti termali.

Credito d’imposta per acquisti di plastiche provenienti da raccolta differenziata
(commi da 96 a 99)
A favore di tutte le imprese è riconosciuto un credito d’imposta del 36% delle spese sostenute e documentate per l’acquisto di prodotti realizzati con materiali derivati da plastiche miste, provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica o da selezione di rifiuti urbani residui.
Lo scopo dell’agevolazione è incrementare e incentivare il riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi dei processi di produzione industriale e della lavorazione di selezione e di recupero dei rifiuti solidi urbani, in alternativa all’avvio al recupero energetico.
Il credito d’imposta spetta per gli anni 2018, 2019 e 2020
è riconosciuto fino a un importo massimo annuale di 20mila euro per ciascun beneficiario
deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento
non concorre alla formazione del reddito
non concorre alla determinazione della base imponibile Irap
non concorre alla determinazione del rapporto rilevante per la deducibilità degli interessi passivi, delle spese e degli altri componenti negativi (cfr articoli 61 e 109, comma 5, Tuir)
è utilizzabile solo in compensazione mediante F24, che deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento
non è assoggettato al limite annuale di 250mila euro previsto dall’articolo 1, comma 53, legge 244/2007
è utilizzabile a partire dal 1° gennaio del periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati gli acquisti agevolati.
La determinazione delle modalità di attuazione del credito d’imposta è affidata a un successivo decreto ministeriale.

Credito d’imposta nel settore della vendita di libri al dettaglio
(commi 319-321)
Introdotto un credito d’imposta per sostenere la vendita di libri al dettaglio; l’agevolazione è riconosciuta agli esercenti attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri con codice Ateco principale:
47.61 – Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati oppure
47.79.1 – Commercio al dettaglio di libri di seconda mano.
Il credito d’imposta spetta a partire dal 2018
è riconosciuto nel limite di spesa di 4 milioni di euro per il 2018 e di 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2019
è parametrato agli importi pagati a titolo di Imu, Tasi e Tari con riferimento ai locali dove si svolge l’attività di vendita di libri al dettaglio, nonché alle eventuali spese di locazione o ad altre spese individuate con successivo decreto ministeriale, anche in relazione all’assenza di librerie nel territorio comunale
è stabilito nella misura massima di 20mila euro per gli esercenti di librerie che non risultano ricomprese in gruppi editoriali dagli stessi direttamente gestite e di 10mila euro per gli altri esercenti
è riconosciuto nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea in materia di aiuti de minimis (cfr regolamento (Ue) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013)
non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini Irap
non concorre alla determinazione del rapporto rilevante per la deducibilità degli interessi passivi, delle spese e degli altri componenti negativi (cfr articoli 61 e 109, comma 5, Tuir)
è utilizzabile solo in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate (pena lo scarto dell’operazione di versamento), secondo modalità e termini che saranno definiti con un provvedimento del direttore dell’Agenzia.
La determinazione delle modalità di attuazione del credito d’imposta è affidata a un successivo decreto ministeriale.

Credito d’imposta per la riqualificazione di stabilimenti termali
(commi 17-18)
Il tax credit strutture ricettive, vale a dire il credito d’imposta previsto per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere (articolo 10, Dl 83/2014), viene esteso agli stabilimenti termali (cfr articolo 3, legge 323/2000), anche per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali.
Si ricorda che, in base alla disciplina originaria (in vigore fino al 31 dicembre 2016), il credito d’imposta era riconosciuto, a favore delle imprese alberghiere esistenti alla data del 1° gennaio 2012, nella misura del 30% delle spese relative a interventi di ristrutturazione edilizia, di eliminazione delle barriere architettoniche e di incremento dell’efficienza energetica nonché per l’acquisto di mobili e componenti di arredo, sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, fino a un massimo di 200 mila euro.
Successivamente, la legge di bilancio 2017 ha prorogato l’agevolazione anche agli anni 2017 e 2018, potenziandone la misura al 65% e includendo nel novero dei beneficiari anche le strutture che svolgono attività agrituristica (articolo 1, commi da 4 a 7, legge 232/2016).
Le disposizioni attuative dell’agevolazione sono state adottate con il decreto 7 maggio 2015 (si precisa, peraltro, che attualmente si è in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo decreto attuativo, che recepisce le novità normative che hanno recentemente interessato la disciplina del credito d’imposta).

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