AS.TRO Assotrattenimento 2007

Dove è andato a finire “il milione” di malati di G.A.P.?

Il 72,8% dei giocatori problematici annovera le scommesse come ambito prediletto di gioco e, secondo l’opinione del coordinatore dell’ESPAD del C.N.R. -in procinto di pubblicare l’ultimo aggiornamento sul report relativo alla dipendenza da gioco- è la diffusione del telefonino, come strumento di gioco, a dover essere considerato il dato essenziale per le future politiche di contenimento del danno connesso al gioco eccessivo.

Al cospetto di questa sintetica affermazione, la Ricerca CNR traduce in linguaggio scientifico ciò che sul mercato (soprattutto pubblicitario) si avverte già da tempo, ovvero gli incrementi totalizzati dal mondo del betting e dall’online in particolare.

Il 20% circa di incremento annuo che realizza il gioco on line corrisponde al periodico raggiungimento della maggiore età da parte della c.d. generazione digitale, la quale, evidentemente, riesce a diventare cliente delle scommesse ‘by smartphone’ poco tempo dopo il suo compleanno.

Il dato del calo della “quota giovanile” tra gli utenti di gioco (- 1,4 milioni di giovani tra i 15 e i 19 anni) attesta l’efficacia del contrasto all’on line illegale, evidentemente più accessibile dal telefonino che da pc, confermando la “scommessa mobile” come l’ambito a maggiore capacità di drenaggio progressivo della spesa di gioco.

Questo è il trend di mercato chiaramente fotografato anche dall’analisi del CNR, che ridetermina la stima complessiva del numero di giocatori in Italia e della componente problematica di essi.

Diciassette milioni sarebbero gli italiani che giocano, c.a. 400.000 (lo 0,6% degli Italiani) i giocatori problematici, mentre i malati di “G.A.P.” ovvero coloro che soffrono (e non solo rischiano di poter soffrire) della dipendenza da gioco patologico, sono una “aliquota” di questi 400.000, tra i quali vanno annoverati i 13-15.000 censiti/presi in carico dai servizi sanitari per le dipendenze, oltre ad una “quota” di persone che a tale importante forma di sostegno sanitario non può o non vuole (ancora) accedere.

Dal punto di vista comunicativo, la categoria mediatica del milione di malati di G.A.P. è definitivamente relegata nel contesto della disinformazione e dell’allarmismo scientifico.

Dal 2010 ad oggi, grazie alle normative locali, gratta&vinci, scommesse e gioco online hanno progressivamente distanziato il prodotto awp relegandolo nelle ultime posizioni di preferenza dei giocatori problematici e, quindi, anche dei malati gap.

Ad incidere nella creazione della dipendenza si affermano ora due convinzioni “sociali” che emergono dalla ricerca del CNR (ovvero il controllo sull’esito della puntata sulla base dell’abilità e l’aspettativa di ricchezza come esito della scelta di gioco) sulle quali, evidentemente, in questi anni si è “poco lavorato” pensando di potersi concentrare solo sul profilo della “immediatezza e speditezza del gioco” tipica degli apparecchi.

Si tratta di convinzioni che, ovviamente, poco si addicono all’apparecchio AWP con vincita massima a 100 euro per partita e con ammontare complessivo di vincite erogabili “dal ciclo di partite” che caratterizza l’apparecchio, pre-definito per Legge e non espandibile da nessuna strategia o abilità.

Centro Studi As.Tro

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