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Apprendistato di minorenne: il datore di lavoro risponde dei reati

Con la Sentenza n. 14216 del 4 giugno 2018 la Corte di Cassazione ha stabilito che, qualora un apprendista minorenne compia un reato in ambito lavorativo, il datore di lavoro deve rispondere della responsabilità che gli deriva dall’art. 2048 del codice civile, secondo il quale “i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza”.
Nel caso in specie, i giudici della Corte Suprema hanno accolto il ricorso dei genitori dell’omicida, volto a riconoscere la possibilità di regresso nei confronti del datore, che è pertanto stato ritenuto responsabile, per culpa in vigilando, per il reato compiuto dall’apprendista minorenne in quanto non ha sufficientemente adempiuto agli obblighi di vigilanza e diligenza derivanti dalla norma civilistica e non essendo riuscito a provare l’impossibilità di impedire l’illecito, tanto più che al momento del fatto il datore di lavoro non era presente nel locale.
Con la Sentenza n. 14216 del 4 giugno 2018 la Corte di Cassazione ha stabilito che, qualora un apprendista minorenne compia un reato in ambito lavorativo, il datore di lavoro deve rispondere della responsabilità che gli deriva dall’art. 2048 del codice civile, secondo il quale “i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza”.
Nel caso in specie, i giudici della Corte Suprema hanno accolto il ricorso dei genitori dell’omicida, volto a riconoscere la possibilità di regresso nei confronti del datore, che è pertanto stato ritenuto responsabile, per culpa in vigilando, per il reato compiuto dall’apprendista minorenne in quanto non ha sufficientemente adempiuto agli obblighi di vigilanza e diligenza derivanti dalla norma civilistica e non essendo riuscito a provare l’impossibilità di impedire l’illecito, tanto più che al momento del fatto il datore di lavoro non era presente nel locale.

Fonte: Seac

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