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I LAVORATORI DEL COMPARTO GIOCO LEGALE IN AUDIZIONE PRESSO IL CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

La Politica tuteli i posti di lavoro e le aziende dove lavorano migliaia di persone: è l’appello dei lavoratori del settore gioco legale che oggi sono stati ricevuti in audizione, presso il Consiglio regionale del Piemonte, dal Presidente Nino Boeti e dai alcuni Consiglieri regionali dopo la manifestazione dello scorso 17 luglio.

“Chiediamo la tutela del nostro posto di lavoro, perché non ci sono lavoratori di serie A e di serie B. Chiediamo ai nostri amministratori, che abbiamo votato, ed al Governo di non far finta di niente, di non comportarsi come se non esistessimo – ha spiegato Vera, che lavora da 15 anni nel settore, da 10 per la stessa azienda -. Ai dipendenti piemontesi è stata messa “una corda al collo”, viviamo una situazione diversa dalle altre regioni”.

Nel corso dell’incontro di questa mattina “abbiamo fatto presente che siamo in bilico, che molti sono già stati licenziati e presto lo saremo tutti. – dice ancora Vera – Parliamo di persone che hanno famiglie da mantenere, e gli stessi problemi che hanno tutti i lavoratori. Siamo cittadini italiani, come tutti, lavoratori che hanno diritti. Noi ci impegniamo alla legalità perché siamo lavoratori del settore legale e tuteliamo la legalità”. L’augurio è che «qualcosa cambi, sospendendo la legge, magari raccogliendo dati sull’efficacia o meno della legge stessa. Noi sappiamo che questo provvedimento non è efficace – spiega ancora – che sono subito rispuntati apparecchi illegali. I rappresentanti del Consiglio ci hanno ascoltato con attenzione, hanno capito bene i nostri problemi e le nostre difficoltà. Sanno che anche noi abbiamo dei diritti. Voglio ringraziare il Presidente del Consiglio regionale, che ci ha ascoltati, e possiamo dire di essere fiduciosi. Abbiamo chiesto una risposta a breve, perché la situazione è già seria”.

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Mario Negro: “Abbiamo un elenco di 1.300 persone che rischiano il loro posto di lavoro, e ci sono 140 persone che purtroppo sono state già licenziate. In questi anni abbiamo lottato per avere una regolamentazione di questo settore, e ora purtroppo ci troviamo penalizzati”.

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