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Il Tar Lazio ha deciso: “Tassa 500 milioni legittima”

Alla fine è arrivata l’attesa sentenza del Tar Lazio [1] sulla legittimità costituzionale della “tassa dei 500 milioni” introdotta con la legge di Stabilità 2015, dopo che i giudici amministrativi nell’udienza di merito del 22 maggio avevano trattenuto il ricorso in decisione.

Il tribunale amministrativo ha respinto in parte i ricorsi presentati da concessionari e gestori e in parte li ha dichiarati improcedibili, per sopravvenuto difetto di interesse.

Ecco alcune delle motivazioni.

“Nella fattispecie in esame gli interessi pubblici tutelati con la misura in contestazione sono individuabili nella necessità, a fronte della profonda e perdurante crisi finanziaria che ha progressivamente colpito anche lo Stato italiano, di un maggiore concorso agli obiettivi di finanza pubblica da parte della filiera che opera nella gestione e raccolta del gioco praticato mediante apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, del Tulps.
All’esito dell’acquisizione di una serie di dati, volti ad individuare, in linea di massima, in che misura la riduzione del compenso di 500 milioni a carico dell’intera filiera incidesse sui margini di redditività della singola impresa, per poter infine valutare il superamento o meno del limite della proporzionalità rispetto agli obiettivi di interesse pubblico, la Sezione ha constatato che generalmente, rispetto all’intera filiera, l’incidenza del versamento imposto non fosse ictu oculi violativo del principio di proporzionalità, con la conseguenza che non risultava violato neppure il legittimo affidamento.
Proprio in ragione del riscontrato rispetto del principio di proporzionalità e della sussistenza di rilevanti interessi generali sottesi, la disposizione in esame, anche nell’originaria formulazione, non può ritenersi violativa dell’art. 1, prot. 1, della Cedu, che tutela i diritti di aspettativa economica”.