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Regione Veneto: As.Tro in audizione il 4 luglio

Il prossimo 4 luglio As.tro sarà ricevuta in audizione dalla Quinta Commissione permanente del Consiglio Regionale del Veneto che ha in esame delle proposte di legge per la regolamentazione dell’offerta di gioco pubblico e per la prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo.

La Regione Veneto, infatti, è in procinto di adottare un Testo Unico che rappresenta la sintesi di tre proposte di legge di iniziativa consiliare – primi firmatari rispettivamente i consiglieri Guadagnini, Barbisan e Negro, – e del disegno di legge n. 395 di iniziativa della Giunta regionale, e che andrà a sostituire il precedente impianto normativo.

Prima, però, del parere definitivo, la Quinta Commissione consiliare -dietro formale richiesta di audizione avanzata da As.tro- ha ritenuto opportuno sentire l’Associazione che parteciperà all’incontro con la delegazione composta dal dott. Claudio Bianchella, Responsabile Territorio e Michele Cattaruzza, Consigliere e Referente per la Regione Veneto.

L’audizione sarà l’occasione per allestire un confronto sull’iniziativa legislativa adottata dalla Regione Veneto ed As.tro offrirà la più ampia collaborazione affinché il testo che verrà emanato possa rispondere adeguatamente alla tutela della salute e alle esigenze del territorio, tutelando al contempo il mondo dell’impresa legata al gioco legale.

Mettendo a disposizione la propria esperienza e le proprie competenze, nonché i risultati registrati in tutti quei territori che hanno adottato misure restrittive (in primis il Piemonte dove si registra una riemersione prepotente del gioco illegale, a tutto discapito della tutela del giocatore), As.tro intende fornire un contributo utile e mirato a risolvere le criticità legate al settore, attraverso la proposizione di proposte -incentrate soprattutto su percorsi di prevenzione e formazione- che si ritengono essere maggiormente funzionali alla risoluzione delle problematiche legate al gioco – ovvero GAP, illegalità, disinformazione– in alternativa a quegli strumenti utilizzati dagli Enti locali (come le distanze dai luoghi sensibili e le restrizioni degli orari), che rischiano solo di produrre effetti contrari a quelli desiderati.