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AS.TRO sui dati del Libro blu: in Piemonte è evidente l’inefficacia dei divieti

Nel 2018 gli italiani hanno speso in giochi circa 19 miliardi di euro a fronte di una raccolta complessiva di 106,8 miliardi di euro. 10,4 miliardi di introiti erariali sono finiti nelle casse dello Stato, mentre sono ritornati ai giocatori, sotto forma di vincita, 87,8 miliardi.

Sono questi i principali dati contenuti nel Libro Blu, il rapporto annuale sullo stato dei giochi in Italia pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli lo scorso 19 agosto.

Per quanto riguarda il solo comparto degli apparecchi da gioco, nell’ultimo anno si registra, a livello nazionale, un andamento stabile rispetto al 2017: il giocato si assesta a 48,6 miliardi mentre la spesa è pari a 10,2 miliardi.

Gli apparecchi da gioco, inoltre, hanno fruttato allo Stato oltre 6 miliardi di euro (il 62,6% delle entrate da gioco), sebbene nell’ultimo anno si sia concluso il processo di riduzione del 35% degli apparecchi presenti sul territorio nazionale.

Nell’andamento generalmente stabile registrato dal gioco pubblico nel 2018 a livello nazionale, emerge un netto crollo degli apparecchi da intrattenimento in Piemonte, dovuto evidentemente ai divieti imposte dalla legge regionale che ha previsto distanze minime tra gli apparecchi e i luoghi sensibili e ha disposto limiti orari per il loro funzionamento. In Piemonte i congegni awp sono passati da 25.703 a 13.451 (-47,7%), gli esercizi che li ospitano al loro interno da 4.866 a 1.866 (-61,7%) mentre le vlt, non interessate in prima battuta dalle restrizioni della legge regionale, sono passate da 4.186 a 4.531 (+8,2%) e le sale dedicate da 394 a 422 (+7,1%).

Non stupisce, quindi, il calo della spesa di gioco registrato in Piemonte per i congegni: dall’elaborazione dei dati contenuti nel Libro Blu, a fronte di una flessione del giocato (-12,2%), la spesa nel 2018 è scesa del 21,6% rispetto all’anno precedente, passando da 712 a 558 milioni.

Si evidenzia, però, un forte incremento di spesa per le altre offerte di gioco: aumentano le scommesse virtuali (+25%, 15 milioni), lotterie e gratta&vinci (+13,6% a 167 milioni); in crescita anche le scommesse sportive (+9,8%, 45 milioni), Superenalotto e Win for Life (+4%, 52 milioni) e lotto (+2,7%, 153 milioni).

Segno, quest’ultimo, che i provvedimenti restrittivi adottati in Piemonte non hanno portato ad una diminuzione del gioco, ma soltanto a uno spostamento della domanda.

Va sottolineato, a questo proposito, che nel dato complessivo non è inclusa la spesa dei giocatori che si sono spostati verso le zone transfrontaliere (Francia, ma anche regioni confinanti come Liguria e Lombardia) o che hanno scelto forme di gioco illegale, il cui rinvigorimento è attestato dalle numerose operazioni condotte dalle forze dell’ordine sul territorio regionale.

Alla luce di queste nuove evidenze, è chiaro il fallimento della legge regionale del Piemonte e dei divieti imposti dalla stessa al gioco legale: sino ad oggi la Regione Piemonte ha adottato politiche volte alla cancellazione delle aziende di gioco senza, però, far registrare risultati positivi in termini di contrasto al dga -che doveva essere l’obiettivo cardine della legge regionale-.

Il nostro auspicio è che il nuovo Consiglio regionale del Piemonte si ponga su una linea di discontinuità rispetto al precedente e, recependo l’inefficacia degli strumenti adottati sino ad oggi, si preoccupi di porre in essere ed attuare efficacemente quella parte dell’impianto normativo che si occupa di prevenzione e contrasto alle problematiche legate al gioco contemperando, al tempo stesso, le esigenze di tutela dell’occupazione e dell’imprenditoria legata al settore.

Avv. Isabella Rusciano – AS.TRO

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