AS.TRO REPLICA AL QUOTIDIANO LA STAMPA
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Pubblichiamo di seguito la lettera di replica inviata al Direttore responsabile del quotidiano La Stampa, in riferimento all'articolo apparso sull'edizione del 2° luglio scorso, dal titolo <<Piemonte d'azzardo>>.
"Bologna, 2 luglio 2026
Egregio Direttore
del quotidiano “La Stampa”
Dott. Antonio Di Rosa
all’indirizzo email lettere@lastampa.it
e, p.c. Ai Consiglieri Regionali
della Regione Piemonte
loro indirizzi email
OGGETTO: Legge regionale Piemonte n. 19/2021 “Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico” – Articolo pubblicato il 2 luglio 2026 sulla Cronaca di Torino del quotidiano La Stampa con il titolo “Piemonte d’azzardo”.
Egregio Direttore,
In veste di associazione di rappresentanza degli operatori del gioco lecito (aderente a Confindustria SIT) intendiamo replicare all’articolo, pubblicato in data odierna sulla Cronaca di Torino de La Stampa, intitolato “Piemonte d’azzardo”.
Preliminarmente, ci teniamo a precisare che la segnalazione e l’approfondimento delle problematiche correlate al gioco lecito rappresentano delle fondamentali occasioni di confronto per poter elaborare le soluzioni utili ad affrontarle.
Proprio per questa ragione ci rammarichiamo quando la potenziale utilità dell’approfondimento vIene frustrata, come in questo caso, dalla diffusione di dati inesatti sulla cui base si fondano poi le ulteriori argomentazioni.
1) I piemontesi non hanno speso, nel 2025, 10 miliardi per il gioco (sia on line che fisico) ma 1,19 miliardi che equivalgono a 280 euro annui pro capite (0,77 euro al giorno).
Per misurare la spesa sostenuta dai giocatori occorre sottrarre dalla raccolta (le somme puntate) gli importi tornati nella disponibilità dei giocatori per effetto delle vincite.
Sulla base di questo criterio, suggerito da elementari principi di buon senso e ufficialmente utilizzato dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, emerge che nel 2025 i piemontesi hanno speso per il gioco 1,19 miliardi di euro (e non 10 miliardi, come riportato nell’articolo), il che corrisponde ad una spesa annua pro capite pari a 280 euro (0,77 euro al giorno) e non a 2.238 euro.
È evidente che il vizio di origine che riguarda il criterio utilizzato per l’individuazione della spesa si riverbera anche sugli altri numeri presenti nell’articolo e relativi a questo dato.
2) In Piemonte, dal 2024 al 2025 (in vigenza della L.R. n. 19/2021), la raccolta del gioco fisico è calata del 4,5% e la spesa del gioco fisico è calata addirittura del 16,9%.
I dati di ADM sono, infatti, i seguenti:
- Raccolta gioco fisico in Piemonte nel 2024: € 4.250.388.609
- Raccolta gioco fisico in Piemonte nel 2025: € 4.057.517.381
- Spesa gioco fisico in Piemonte nel 2024: € 1.055.637.045
- Spesa gioco fisico in Piemonte nel 2025: € 877.453.222.
3) Non è corretta l’affermazione secondo cui in Piemonte la raccolta del gioco fisico supera quella del gioco on line.
Nel 2025, secondo i dati ADM, in Piemonte si registra:
- Raccolta gioco on line: 5.68 miliardi di euro
- Raccolta gioco fisico: 4.05 miliardi di euro
Per quanto riguarda la problematica della dipendenza da gioco, la nostra associazione, grazie alla collaborazione con “Data Room Nexus”, raccoglie, presso tutte le aziende sanitarie presenti sul territorio nazionale, i dati riguardanti il numero dei pazienti in cura per la dipendenza da gioco che in Piemonte, nel 2024, ammontavano a 1382 persone (lo 0,03% della popolazione), così suddiviso tra le diverse ASL: Cuneo 145 – Torino 782 – Alessandria 154 – Asti 60 – Novara 91 – Verbano/Cusio/Ossola 63 – Biella 53 – Vercelli 34.
I dati comprendono anche pazienti per i quali il DGA non rappresenta la dipendenza primaria.
Occorre quindi focalizzare l’attenzione su queste persone aprendo un confronto finalizzato alla ricerca di soluzioni, il quale però deve basarsi su dati reali, certi e verificabili.
I futuri indirizzi politici dovrebbero muovere dalla necessità di rafforzare la tutela delle persone affette da Disturbo da Gioco d’Azzardo, senza rinunciare agli altri interessi pubblici coinvolti. La sfida consiste nell’individuare un punto di equilibrio che consenta, da un lato, di migliorare gli strumenti di prevenzione e cura e, dall’altro, di preservare il gettito erariale assicurato dal gioco pubblico e la sostenibilità degli investimenti degli operatori autorizzati. Solo un approccio fondato su questo equilibrio può garantire un sistema efficace, sostenibile e orientato all’interesse generale.
Merita, infine, una particolare attenzione l’obiettivo, sbandierato dai promotori della modifica dell’attuale legge regionale sul gioco (L.R. n. 19/2021), di ripristinare l’efficacia retroattiva della normativa sulle distanze minime dai luoghi sensibili.
La loro intenzione è quella di far chiudere le attività esistenti, insediatesi sul territorio nel pieno rispetto della legge, su cui i titolari hanno fatto affidamento nel sostenere i necessari investimenti.
Anche i lavoratori occupati in tali attività hanno acceso mutui o cumunque programmato le loro spese famigliari, forti della consapevolezza di svolgere un lavoro legale stabile, il quale, se venisse ripristinata la retroattività della normativa sulle distanze minime dai luoghi sensibili verrebbe spazzato via per effetto di una mera scelta politica.
RingraziandoLa per l’attenzione accordataci e rimanendo a disposizione per qualsiasi chiarimento,
porgiamo i nostri migliori saluti.
As.Tro – Confindustria SIT
Il Presidente
Massimiliano Pucci"

