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Decreto Sviluppo: rivalutazione terreni e partecipazioni non quotate 2011 ed altre novità in materia di immobili

Tra le misure varate con il c.d. "Decreto sviluppo", approvato in data 5 maggio 2011 dal Consiglio dei Ministri, viene riproposta la possibilità di rideterminare il valore di acquisto dei terreni edificabili e delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati, attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva.: • rivalutazione terreni e partecipazioni non quotate: possibilità di rideterminare il valore di acquisto di terreni edificabili con destinazione agricola e di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati, attraverso il pagamento di un'imposta sostitutiva (4% per i terreni, 4% o 2% per le partecipazioni, a seconda che siano o non siano qualificate) applicata sul valore stabilito attraverso una perizia giurata;

Tra le altre novità si rilevano inoltre in materia di immobili:• agevolazione del 36%: i contribuenti che effettuano interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio non dovranno più inviare al Centro operativo di Pescara dell'Agenzia delle Entrate la comunicazione preventiva di inizio lavori; • Edilizia abitativa privata: Per il rilascio del permesso di costruire delle costruzioni private, decorso il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo da parte dell’ufficio si intende formato il “silenzio assenso”.• Rinegoziazione dei mutui a tasso variabile: Fino al 31 dicembre 2012 è possibile rinegoziare il mutuo ipotecario di importo originario fino a 150 mila euro, acceso per l’acquisto o la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione, a tasso e rata variabile per tutta la durata del contratto. Il mutuario deve avere un indicatore ISEE non superiore a 30.000 euro e deve essere in regola con i pagamenti delle rate del mutuo. Con la rinegoziazione il tasso viene trasformato da variabile in fisso per la durata residua del mutuo. Il mutuatario e la banca possono concordare anche l’allungamento del piano di rimborso del mutuo per un periodo massimo di 5 anni, purché la durata residua all’atto della rinegoziazione non superi i 25 anni.• Sono riaperti i termini per i piani regionali e per l’incentivazione della demolizione e ricostruzione con libertà di sagoma. Per gli immobili residenziali che vengono demoliti e ricostruiti sono possibili ampliamenti fino al 20%, mentre per gli edifici non residenziali viene introdotta per la prima volta la possibilità di ampliamenti di volumetria del 10%.

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