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PROPOSTA DI MODIFICA AL REGOLAMENTO SUI GIOCHI: ASTRO SCRIVE AL COMUNE DI PERUGIA

20 Marzo 2024

Il Comune di Perugia è tornato ad occuparsi di regolamentazione dell’offerta di gioco. Nei giorni scorsi, infatti, il Consigliere comunale Marko Hromis ha proposto, all’interno della prima Commissione, una modifica del regolamento comunale in materia di giochi: la proposta prevedrebbe un’ulteriore restrizione degli orari di esercizio delle attività, rispetto a quelle già previste dal vigente regolamento comunale nonché l’introduzione di nuovi luoghi sensibili da aggiungere a quelli già previsti dalla legge regionale.

ASTRO, in ragione di ciò, ha deciso di inviare una lettera al Comune di Perugia con alcune riflessioni in merito e che pubblichiamo di seguito.

 

Bologna, 20 marzo 2024

Spett.le COMUNE DI PERUGIA

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Perugia

Egr. Dott. Andrea Romizi

e alla c.a del Presidente del Consiglio Comunale

Egr. Dott. Nilo Arcudi

 

OGGETTO: RIFLESSIONI ASTRO SU PROPOSTA DI MODIFICA AL REGOLAMENTO PER I GIOCHI LECITI

Egr. Sindaco,

Egr. Presidente del Consiglio Comunale,

in veste di associazione di rappresentanza degli operatori del gioco lecito (aderente a Confindustria SIT) abbiamo appreso, da notizie di stampa, che il Consigliere comunale Marko Hromis ha proposto, in prima Commissione, una modifica del regolamento comunale in materia di giochi.

La proposta prevedrebbe un’ulteriore restrizione degli orari di esercizio delle attività, rispetto a quelle già previste dal vigente regolamento comunale nonché l’introduzione di nuovi luoghi sensibili da aggiungere a quelli già previsti dalla legge regionale.

Vogliamo quindi, con la presente, sottoporre alle SS.VV alcune riflessioni in proposito.

Segnaliamo, preliminarmente, che, in attuazione dell’art. 15 della legge delega n. 111/2023, il Governo ha già avviato la riforma del gioco terrestre, nel cui iter di formazione è prevista espressamente la concertazione con la Conferenza delle Regioni e degli EE.LL. dalla quale dovrà scaturire una disciplina uniforme, a livello nazionale, sia in tema di orari delle attività di gioco lecito che in materia di dislocazione territoriale, rispetto a determinati luoghi sensibili, degli esercizi che svolgono tali attività.

Appare, pertanto, del tutto intempestivo procedere con una modifica del Regolamento comunale (che avrebbe un impatto rilevante sulla sostenibilità delle imprese) proprio mentre è in corso un processo di riforma i cui contorni potranno delinearsi già nei prossimi mesi.

Tra i nuovi luoghi sensibili, che il consigliere Hromis propone di inserire, notiamo anche la presenza delle biblioteche comunali, delle stazioni ferroviarie e delle stazioni degli autobus.

La ratio delle norme che introducono restrizioni alla collocazione delle attività di gioco al di sotto di una determinata distanza da luoghi definiti “sensibili” dovrebbe essere quella di evitare la prossimità delle attività di offerta di gioco da luoghi che, per loro natura, sono destinati ad essere frequentati prevalentemente da persone, che per età o particolari condizioni personali, sono da considerare particolarmente vulnerabili rispetto ai fenomeni di dipendenza.

Ebbene, non si comprende come questa caratteristica possa essere attribuita alle biblioteche comunali, alle autostazioni e alle stazioni ferroviarie, mentre, al netto dei dubbi che solleva l’efficacia stessa del “distanziometro”, può avere un senso il riconoscimento della natura di luoghi sensibili alle scuole medie e superiori come pure ai SERD.

Se, infatti, dovesse valere l’obiezione secondo la quale, ad esempio, le stazioni sono frequentate anche dai minori o dalle persone vulnerabili ai fenomeni di dipendenza, si giungerebbe all’assurdo di poter considerare anche i supermercati e le farmacie come dei luoghi sensibili.

A proposito dell’efficacia del distanziometro come strumento di prevenzione alla dipendenza da gioco, sulla quale non esiste – peraltro – alcuna evidenza scientifica, oltre ad apparirci inverosimile che una persona affetta da dipendenza possa essere scoraggiata dall’idea di percorrere cento metri in più per poter trovare un luogo dove poter giocare, ci appare del tutto anacronistico e velleitario l’utilizzo di un simile strumento nell’epoca del digitale e dell’intelligenza artificiale.

A partire dal periodo pandemico si è, infatti, assistito ad un trend di crescita esponenziale del gioco online (esente da qualsiasi restrizione oraria e/o territoriale), la cui raccolta, secondo l’ultima rilevazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riferita al 2022, ha già ampiamente superato quella del gioco terrestre.

Rispetto a quest’ultimo dato e alla tendenza che denota, la proposta di aggiungere ulteriori luoghi sensibili e più stringenti limitazioni orarie, lungi dal poter esplicare una qualche efficacia nella prevenzione della dipendenza da gioco, avrebbe, come unico effetto, quello di avvantaggiare ulteriormente il gioco on line, così mettendo a rischio i posti di lavoro delle persone occupate nel settore del gioco terrestre (il cui tessuto imprenditoriale è composto, per la gran parte, da PMI italiane), un settore che, peraltro, proprio per la forte crescita dei canali di gioco on line, sta già soffrendo forti ricadute economiche ed occupazionali.

Sperando che le suesposte riflessioni possono risultarVi utili nel corso dell’esame della proposta presentata dal Consigliere Hromis, porgiamo i nostri migliori saluti.

Il Presidente AS.TRO – Confindustria SIT

 Massimiliano Pucci”

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