SKS365 A SOSTEGNO DELLA MANIFESTAZIONE DEL GIOCO PUBBLICO IL 29 APRILE A ROMA

Territorio
Ufficio Stampa
28 Aprile 2021

 SKS365, concessionario di gioco aderente ad As.tro, associazione degli operatori del gioco lecito, si schiera al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici del comparto, che giovedì 29 aprile manifesteranno dalle 15 alle 19 a Roma, davanti al palazzo della Giunta della Regione Lazio, all’insegna di ‘Non lasciate il Lazio alle mafie’. Si protesterà contro la decisione del Consiglio regionale del Lazio di anticipare una normativa che di fatto espelle il gioco legale dal territorio. In particolare verrà chiesto alla Giunta regionale e ai consiglieri la modifica alla legge 5/2013 di febbraio 2020, che ha introdotto il distanziometro anche per le realtà esistenti concedendo 18 mesi per l’adeguamento. Una legge i cui effetti sull’occupazione di migliaia di addetti al settore in Regione sarebbero disastrosi.

L’effetto espulsivo della legge regionale del Lazio, attraverso l’applicazione retroattiva del distanziometro ai locali che ospitano apparecchi, rende in pratica l’intero territorio off-limits per il gioco legale e lascia totale libertà di manovra alla criminalità e all’illegalità. La presenza dei punti gioco autorizzati sul territorio garantisce un presidio di legalità e tutela del consumatore. Senza quel presidio la salute pubblica e il rispetto delle regole sono seriamente compromessi” ha dichiarato Luca Grisci membro del Consiglio direttivo di As.tro e Direttore Retail SKS365.

I lavoratori e le aziende del comparto, già  fortemente penalizzati – più di tutti gli altri settori – dalle chiusure obbligatorie che perdurano da oltre un anno a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, chiedono «l’abrogazione della retroattività e delle norme contenute nella Legge Regionale n. 5 del 2013» contro il gioco patologico. “Senza contare i danni economici e i rischi occupazionali che tutto ciò comporta – aggiunge Grisci – in un momento storico in cui il settore paga già il pesantissimo scotto delle chiusure forzate causa pandemia. Per questi motivi l’azienda e i propri partner sul territorio non possono che aderire e sostenere questa manifestazione, invitando così le istituzioni a una riflessione logica e scevra da inutili pregiudizi sugli effetti controproducenti di questa legge’’.